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Perché Garbatella dovrebbe diventare il XXIII Rione di Roma?

Il dibattito in Municipio VIII riapre la questione, ma quali sarebbero i vantaggi per il quartiere?

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Tratto da Urlo n.177 Marzo 2020

GARBATELLA – Non è la prima volta che si parla della possibilità che il quartiere Garbatella venga insignito del titolo di Rione. Una richiesta in tal senso era già stata portata aventi in passato (nel 2012) con il Sindaco Veltroni, ma si risolse con un nulla di fatto. Ora, nell’anno del Centenario, il tema è stato ripreso dal M5S locale, con un atto presentato il 24 febbraio in Commissione Cultura. Il testo proponeva di richiedere l’istituzione di Garbatella come XXIII rione di Roma: “Purtroppo tale atto non è stato promosso – spiegano dal M5S – perché per la maggioranza – di centro sinistra, ndr – non è concepibile che ad occuparsi del centenario della Garbatella sia anche il M5S”. L’atto infatti non ha visto una votazione positiva, data l’astensione di sette consiglieri tra maggioranza e opposizione.

L’ATTO DEL M5S

Nell’intenzione dei consiglieri Municipali del M5S, “l’istituzione del Rione Garbatella comporta per definizione l’identificazione come ‘centro storico’ del quartiere e pertanto maggior tutela urbanistica, riconoscimento del valore storico e del tessuto popolare che vi risiede”. E la mancata approvazione dell’atto (che comunque arriverà in Aula nelle prossime settimane) è stata, secondo i pentastellati, una decisione strumentale e politica della maggioranza: “Al nostro gruppo non piacciono i quartieri feudo – scrivono parlando della Garbatella come di un territorio sul quale il centrosinistra crede di essere l’unico deputato a promuovere atti – Quindi tutto lascia pensare alla presentazione di un provvedimento di pari oggetto da parte della maggioranza al prossimo Consiglio Municipale, così il gioco sarà fatto”.

LO SCONTRO

Che la proposta di realizzare un atto unitario (sottoscritto dall’intera commissione e non da un gruppo politico) ci sia stata, il consigliere del Pd e presidente della Commissione Cultura, Flavio Conia, lo conferma: “Abbiamo chiesto al M5S di lavorarci assieme, ritirando il loro documento e facendo alcune modifiche che rendessero l’atto condivisibile in modo trasversale: la loro risposta è stata negativa, ma è legittima e politicamente comprensibile”. Secondo il consigliere Conia i motivi che avrebbero spinto il M5S alla stesura di un atto in autonomia sarebbero da ricercare nell’assenza del Campidoglio nella programmazione del Centenario del quartiere: “Una mancanza che imbarazza i consiglieri grillini, che con questo atto hanno cercato di dare un segno di vita sul territorio”. Stessa lettura è stata fatta anche dal Minisindaco Amedeo Ciaccheri: “Garbatella, rione o quartiere, dal Municipio Roma VIII e da tutta la maggioranza consiliare ha avuto la massima attenzione, prova ne è quanto organizzato per tutto l’anno del centenario. La stessa cosa non si può dire della Raggi – afferma il presidente del Municipio VIII – Più che atti propagandistici, invitiamo il M5S a votare insieme alla maggioranza la richiesta alla toponomastica di Roma di riconoscere Garbatella come Rione”. Sarebbe quindi realmente questo l’intento della maggioranza: presentare un altro atto direttamente in consiglio sulla stessa tematica. “Una questione – seguita Ciaccheri – a cui la maggioranza tiene e che torna di attualità a partire dal lavoro instradato dall’iniziativa dell’allora presidente Smeriglio, assieme a Enzo Foschi e con l’impegno del Sindaco Veltroni. Non andò allora, ma oggi, se ci fosse l’interesse della Sindaca a riconoscere l’importanza della Garbatella, sarebbe un primo segno per dare le dovute attenzioni ad un luogo simbolo della città e della romanità”.

UNA STORIA DIVERSA

La richiesta dell’istituzione del Rione per il Consigliere Conia resta comunque poco realistica: “Così come è stata presentata verrebbe bocciata dal Comune. Garbatella non può diventare Rione perché non è nella cinta muraria della città vecchia. Unico esempio in questo senso è Borgo, ma è parte integrante del centro storico. Noi non lo siamo – seguita Conia – siamo suburbio, nati in maniera diversa con una storia diversa”. Anche dal punto di vista della tutela, secondo Conia, non sarebbe questa la strada da seguire: “Abbiamo bisogno della tutela del patrimonio Ater e della conservazione architettonica con le soprintendenze. Noi stiamo lavorando su questo – aggiunge – sui colori dei muri, sugli ornati, sulle cancellate, su tutte quelle accortezze che sono peculiari di questo quartiere”. Dal centrodestra Fdi punta a decidere in Aula cosa fare: “Potremmo anche votare quest’atto del M5S – afferma il capogruppo, Maurizio Buonincontro – ma non può passare inosservata l’assenza del Campidoglio in tutta la vicenda del Centenario e con una sinistra che né in Municipio VIII in maggioranza, né in Comune all’opposizione, è stata in grado di incidere”.

GARBATELLA RIONE, PERCHÉ?

La volontà che Garbatella diventi il XXIII Rione di Roma desta in ogni caso non poche perplessità. Nella concitazione dell’anno del Centenario, pur volendo superare le differenze storiche e di sviluppo di questo quadrante rispetto ai ventidue rioni ufficiali, potrebbero esserci delle ragioni economiche per preferire che si faccia un passo indietro. La sociologa inglese Ruth Glass nel 1964 parlò per la prima volta di gentrificazione per descrivere i cambiamenti fisici, sociali ed anche economici dei quartieri popolari di Londra, con l’aumento del costo della vita dopo l’insediamento di un gruppo sociale più abbiente. L’indicazione di Rione farebbe rientrare il quartiere nel perimetro del centro storico della città, con un aumento dei costi degli immobili (privati e commerciali), oltre ad una possibile rivalutazione del patrimonio dell’Ater (sempre più difficile da riscattare). Un processo che in poco tempo potrebbe favorire quella gentrificazione del quartiere che, a più riprese, la politica locale ha sempre dichiarato di voler combattere. Quindi la domanda resta: Garbatella Rione, perché?

Leonardo Mancini