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Roma: sarebbero oltre 100 i possibili positivi al Covid in Ama

La denuncia arriva dai sindacati che lamentano la scarsa attenzione dell’azienda

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ROMA – Come già annunciato nella giornata di ieri, sembrano crescere i contagi all’interno della municipalizzata dei rifiuti. È la Uiltrasporti del Lazio a denunciare oltre 100 casi all’interno del personale dell’Ama: ad oggi sarebbero stati riscontrati 58 positivi al Covid, mentre 55 dipendenti aspettano il risultato del tampone. Sempre stando ai dati trasmessi dai sindacati le zone della città maggiormente colpite sono quelle del VI Municipio (16 positivi), del III (7 positivi), e del IV (6 positivi), seguono poi il X e il con 4, il VII, e IX con 3 ciascuno. Infine, due operatori positivi al Covid 19 in XIII e uno in XIV. Dieci casi invece sono stati riscontrati tra gli operatori delle autorimesse e due negli uffici della direzione generale.

LA DENUNCIA DEI SINDACATI

Ama non ha mai reso effettive le azioni previste nel verbale dello scorso 2 ottobre redatto al termine del tavolo con i sindacati sulla verifica delle regole del Protocollo condiviso Governo-Parti sociali – denuncia il segretario della Uiltrasporti Lazio, Alessandro Bonfigli- in ogni sede aziendale si accede senza alcun controllo della temperatura né autocertificazione – e ancora – Senza dimenticare che Ama, dopo avere fatto comunicazioni di servizio a tutti i lavoratori interessati a effettuare i test sierologici, nonostante la richiesta sia stata di un numero importante di lavoratori (più di mille), ad oggi c’è solo la lista e nessun lavoratore è stato chiamato per poterlo effettuare”. Inoltre tra le criticità rilevate dai sindacati, spicca la raccolta dei rifiuti degli utenti malati di Covid in isolamento domiciliare: “Al momento – aggiunge Bonfigli – non è noto il tempo di sopravvivenza del virus in un rifiuto domestico ma sussiste una elevata percezione del rischio da parte della popolazione e soprattutto degli operatori coinvolti nella raccolta. Ama ha affidato a ditte specializzate il ritiro di questi rifiuti ma nella maggior parte dei casi gli operatori ne vengono a conoscenza per caso, da notizie ricevute dai portieri degli stabili”.

DALL’AZIENDA

In una nota l’azienda risponde ad alcune delle questioni finite in queste ore sotto i riflettori. In particolare sulle norme di comportamento da seguire in caso di malattia: “Ama non ha mai acquistato termoscanner da installare presso le proprie sedi. A tutti i lavoratori, fin dall’ordine di servizio 139 del 19 giugno scorso, è stato ricordato l’obbligo di restare a domicilio in caso di temperatura corporea rilevata superiore ai 37,5 gradi – si legge nella nota di Ama – Pertanto la procedura corretta, adottata dall’azienda e condivisa anche nei vari tavoli sulla prevenzione del Covid-19 con le Organizzazioni Sindacali ed i rappresentanti dei lavoratori per la salute e sicurezza, prevede che tutti gli addetti misurino la temperatura a casa, prima di presentarsi sul lavoro, evitando rigorosamente di accedere alle sedi aziendali in caso di alterazione della temperatura o di altri sintomi simil-influenzali riconducibili a un possibile contagio”. Inoltre, “Ama ha acquistato 150 termometri ad infrarossi in caso di necessità di controlli straordinari della temperatura da svolgersi nel corso dei turni di lavoro”.

Red