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Stadio della Roma, la Regione assicura: opere pubbliche a carico dei privati

Nessun coinvolgimento di Regione e Comune nella realizzazione delle opere collegate, che restano a carico dei proponenti e da realizzare assieme allo stadio

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LA REGIONE SMENTISCE

È arrivata nel pomeriggio di ieri la smentita della Regione Lazio nei confronti delle indiscrezioni pubblicate da alcuni quotidiani in merito al progetto del nuovo Stadio della Roma. Stando a quanto riportato la Pisana in una lettera indirizzata ai proponenti del progetto avrebbe parlato della possibilità che fossero il Comune e lo stesso ente regionale a farsi carico della realizzazione delle opere pubbliche necessarie alla mobilità del quadrante e che queste non fossero realizzate contestualmente alle edificazioni private.

LE OPERE PUBBLICHE RESTANO A CARICO DEI PRIVATI

La notizia è stata immediatamente smentita dalla Regione Lazio con una nota: “In merito ad alcune agenzie e dichiarazioni sulla lettera della Regione Lazio ai proponenti del progetto per lo stadio della Roma, si precisa che viene confermata la contestualità delle opere pubbliche, senza le quali non ci potrà essere alcuna autorizzazione alla realizzazione dell’impianto sportivo – seguita la nota – In particolare, nella lettera si ribadisce che tutte le opere sono a carico dei proponenti, non solo l’acquisto dei nuovi treni, ma anche l’ammodernamento e il potenziamento della Fl1 e della linea Roma-Lido, in particolare della stazione di Tor di Valle. Inoltre, le spese relative al potenziamento del trasporto pubblico di superficie in occasione degli eventi sportivi non potrà essere a carico della Regione Lazio o del Comune di Roma, ma dovrà essere sostenuto dai proponenti. La lettera verrà pubblicata sul sito internet della Regione Lazio”.

IL RISCHIO DI DANNO ERARIALE

Prima della dovuta smentita della Pisana, erano fioccate le critiche a questa presunta presa di posizione. Dal gruppo misto in Campidoglio la consigliera Cristina Grancio aveva anche paventato una denuncia per danno erariale indirizzata alla dirigente firmataria della lettera: “Se questo parere, che risulterebbe fra l’altro illegittimo, dovesse avere seguito, sappia che non esiterei a denunciarla per corresponsabilità nel danno erariale alla Corte dei Conti e, con lei chiunque altro, in Regione o in Comune, dovesse dare seguito a questa ipotesi sciagurata”.

Red