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La chiesa di Santa Maria della Consolazione

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meraviglie 135 - Santa Maria della Consolazione

Un luogo da visitare ai piedi della Rupe Tarpea

È situata nella piazza omonima e rientra nel Foro Romano. In particolare, sorge ai piedi di quella che veniva chiamata “Rupe Tarpea”, che fu notoriamente un luogo di giustizia fino al 1550. 

L’origine della chiesa risale ben più anticamente, precisamente al 1385. Sull’origine del suo nome si può pensare a ciò che scrisse uno storico, il Bruzio: “Sull’antico vico Jugario v’erano i granari dei Mattei e nel portico di quelli v’era un’immagine della Vergine, alla quale raccomandandosi una pia madre il cui figlio innocente era stato carcerato e condannato a morte per dei malefici, la Vergine le disse, consolandola, che il figlio non sarebbe morto ma miracolosamente salvo dalle forche. Dopo ciò i fedeli offrivano spesso doni a questa immagine e ne fu data la cura alla confraternita di Santa Maria in Portico. Presso i granari v’era anche un piccolo ospedale vicino al quale fu poi fabbricata la chiesa della Vergine della Consolazione. Questi fatti accaddero poco prima del 1460”.

La chiesa venne ricostruita alla fine del 1500 su un progetto di Martino Longhi il Vecchio. Il completamento della facciata, invece, risale al 1827 ad opera di Pasquale Belli, mentre la scala antistante venne prolungata solo nel 1943, quando vi furono delle demolizioni nella zona per la liberazione delle pendici del Campidoglio.

Alessandro VII la unì al vicino Ospedale delle Grazie, al quale fu poi annesso quello di Santa Maria del Portico, dando origine a quello che sarà chiamato, con unica denominazione, Ospedale della Consolazione. Questo edificio retrostante non è più funzionante dal 1936 ma ingloba ancora un cinquecentesco ingresso architravato che ospita una raffigurazione della Vergine con Bambino, mentre sul Foro Romano ha un portale quattrocentesco con lunetta dove è raffigurata un’altra immagine della Madonna con Bambino, originariamente collocata nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

L’interno dell’edificio è diviso in tre navate. Nella prima cappella a destra si possono osservare gli affreschi di Taddeo Zuccari con le storie della Passione. Nella terza cappella di destra si trovano invece degli affreschi di Giovanni Baglione rappresentanti storie di Gesù e della Vergine. Sull’altare del presbiterio si trova un’immagine della Madonna della Consolazione, opera di Antoniazzo Romano, con ai lati la Natività e l’Assunzione della Vergine di Pomarancio.
Dietro l’abside della chiesa si trova un’edicola dove vi è dipinta la “Madonna delle Grazie”, opera di Niccolò Berrettoni, risalente al 1658. Questa immagine è definita “Consolatrix Afflictorum” e fu qui posta a memoria e riconoscenza per la liberazione della città da una terribile pestilenza.

Il dipinto, racchiuso da una cornice quadrata sotto un vetro tripartito, rappresenta la Madonna col Bambino con il braccio alzato benedicente. Sopra la cornice vi è un baldacchino e al di sotto vi è dipinta, direttamente sul muro, una raggiera con nuvole e cherubini. L’edicola fu restaurata nel 1787 e fu in questa occasione che vi fu aggiunta l’iscrizione rivolta ai passanti: “Qui con dimessa fronte o passeggero t’arresti. Qui delle Grazie è il fonte di Dio, la Madre è questa, mirala piangere e prega che ella a devoti, sue grazie non nega”.

Emanuela Maisto