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Il manifesto del libero lettore

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Sarebbe sciocco considerare quest’avventura di un libero lettore come una lunga lezione di Alessandro Piperno o semplicemente come un itinerario sentimentale e mondano, un gustosissimo viaggio letterario pieno di incontri e predilezioni, giochi e necessità, vicende e teorie. Il suo ultimo libro è una confessione (a se stesso e a noi) su cosa ci tiene ancora legati stretti a talune storie, ai personaggi, alle atmosfere, ai desideri, a quello che abbiamo amato tanto, ma con il quale ci siamo scontrati, dove siamo caduti (nelle crepe) e ogni volta tornati. In una storia felice con Tolstoj, Flaubert, Stendhal, Austen, Dickens, Proust, Svevo, Nabokov dove non è tutto indimenticabile, il suo manifesto è una dichiarazione d’amore (il primo) e fine (come resa e piacere inesauribile). La letteratura è un congegno da scomporre e rimontare, che possiamo girare e rigirare come vogliamo (lingua, stile, struttura, forme) in uno scambio dinamico dentro ciò che non è né vero né falso: una partita a scacchi con finte, depistaggi, reticenze, inganni, trappole, omissioni, luce, tempo, spazio. L’approdo ultimo, superando i gusti del momento, coincide con il bene in sé, l’idea di bene come misura, conquista, intelligenza, bellezza. In un tentativo di unione, dove ciò che è bello davvero resterà attraente per sempre.

Alessandro Piperno

Mondadori 2017
Pagine 156

Euro 18,50

Ilaria Campodonico