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Cecchignola: ricoperta l’Ardeatina Antica

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Intanto i cittadini chiedono l’istituzione di un ‘Parco Archeologico’ dal Dazio al GRA

Tratto da Urlo n.125 maggio 2015

CECCHIGNOLA – Ha rivisto la luce soltanto per poche settimane il lungo tratto di basolato romano, scoperto dagli scavi per la posa della rete fognaria di una delle nuove edificazioni della Cecchignola. In occasione dell’incontro programmato dalla cittadinanza arriva la ricopertura. Nelle ultime settimane l’attenzione delle associazioni e dei comitati del quadrante si era concentrata proprio nell’ottenimento di una qualche forma di salvaguardia per questi reperti. Il tratto di basolato romano, databile all’epoca imperiale, apparterrebbe all’antico tracciato della via Ardeatina. “Il ritrovamento è in uno straordinario stato di conservazione – ci spiega Maria Grazia Cinti, l’archeologa che sta seguendo i cittadini nella loro vertenza – I basoli sono perfetti, la strada è conservata meglio dell’Appia. Si può ipotizzare che non sia stata una strada principale, ma il raccordo con una zona non urbana, una strada di servizio”. Per mostrare i ritrovamenti alla cittadinanza le molte associazioni del territorio, legate dal Coordinamento Agro Romano Bene Comune, hanno dato appuntamento per un sit-in il 4 maggio in via della Cecchignola, proprio a ridosso dell’area di scavo. “Purtroppo abbiamo avuto una pessima sorpresa – ci spiegano gli attivisti – Quella stessa mattina il tratto di strada rinvenuto è stato ricoperto. In ogni caso questo è un segnale positivo, che ci dice che stiamo procedendo bene”. La copertura del tratto di basolato sembrerebbe essere stata ordinata dalla Sovrintendenza Capitolina per preservarlo dagli allagamenti, dovuti alla presenza di falde acquifere.

L’occasione, se non ha permesso di ammirare il ritrovamento, è stata comunque preziosa per presentare la petizione promossa dalle associazioni della zona. L’idea degli attivisti è quella di fare pressione per la realizzazione del “Parco Archeologico Ardeatina Antica”, che vada dal Dazio (incrocio via Vigna Murata e Ardeatina) fino al GRA. “Tutta l’area è ricchissima di emergenze storiche ed archeologiche – ci dicono dal coordinamento – eppure proprio su questo cuneo verde incombe la minaccia di una cementificazione selvaggia che, con i previsti interventi edificatori, distruggerà quanto rimane di questo tessuto, stravolgendo la qualità della vita degli abitanti. Chiediamo l’immediata sospensione dei lavori e l’inclusione dell’area nel Parco dell’Appia Antica oppure in Parco Archeologico a se stante”.

Sono tre gli interventi edificatori previsti lungo l’asse di via della Cecchignola, per un totale calcolato di circa 850mila mc di cemento. Un dato che non può essere slegato dalla situazione della mobilità del quadrante, visti gli scarsi piani sull’adeguamento della rete viaria. “Se si confrontano i mc previsti con quelli di Castello della Cecchignola si osserva che le nuove edificazioni saranno circa 11 volte superiori – proseguono dal Coordinamento – e inoltre porteranno circa 40mila nuovi abitanti, senza prevedere infrastrutture adeguate o considerevoli interventi sulla mobilità”. L’appoggio all’iniziativa dei cittadini arriva anche dal Municipio, presente in delegazione al sit-in. In quell’occasione il Consigliere Pd, Francesco De Noia, ha annunciato la presentazione di un emendamento per chiedere il completamento degli scavi e l’integrazione dei ritrovamenti con il progetto urbanistico. “È importante essere qui a difendere il territorio – afferma durante la manifestazione il Consigliere Pd e Presidente della Commissione municipale Ambiente, Alessandro Lepidini – Per questi reperti va trovata una tutela che vada oltre la semplice ricognizione archeologica. Bisogna puntare al Parco Archeologico, così come richiesto dai cittadini: servirà un’iniziativa forte sulla Sovrintendenza per avviare questo tipo di percorso, puntando a un diverso modello di sviluppo ecosostenibile”. Un’opinione che sembra essere condivisa anche dal Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro, e dall’Assessore municipale all’Ambiente, Alessio Stazi. Quest’ultimo, attraverso il suo profilo Facebook, ha parlato della necessità di raggiungere un vincolo come “via maestra” verso la tutela: “Chiedere alla Sovrintendenza di esaminare l’area di scavo, valutare il rilevante interesse archeologico, apporre il relativo vincolo: per me è questa la via maestra per salvare l’Ardeatina Antica. Perché lo sviluppo del ‎Municipio IX‬‬ deve essere legato al rispetto e alla difesa del patrimonio archeologico e paesaggistico del territorio che ci ospita”. Nelle scorse settimane era stato poi il Presidente Santoro a prendere posizione durante un’intervista all’indomani dei primi ritrovamenti: “Ci batteremo contro l’ipotesi dell’interramento di questo importante ritrovamento archeologico chiedendo al Comune la modifica del Piano di Zona, l’inserimento dell’area nel Parco Archeologico dell’Appia Antica e la valorizzazione dei reperti”. Anche l’opposizione municipale non manca di plaudire all’iniziativa della cittadinanza sottolineando l’importanza che avrebbe l’istituzione di un Parco Archeologico: “Sono quasi vent’anni che ci sono ritrovamenti in quest’area, che ha un indiscusso interesse archeologico – afferma il Consigliere di Fi, Massimiliano De Juliis – Bisogna però sottolineare che il PRG (Piano Regolatore Generale, ndr) approvato dall’allora Giunta Veltroni, sembra già vecchio in questo momento, dopo le varie compensazioni e soprattutto con un mercato immobiliare ormai esausto”. Sulla questione Parco il Consigliere forzista ha poi aggiunto: “L’ipotesi va colta con favore ma bisogna capire come si potrà sposare con gli interventi urbanistici previsti e con i diritti ormai acquisiti per l’edificazione. Inoltre – conclude – bisognerebbe avere il coraggio di andare oltre, ma sarà difficile trovare le risorse per dare spazio a quei ritrovamenti, se tutto dovesse rimanere interrato sarebbe comunque un’operazione inutile”. Intanto la vicenda potrebbe arrivare anche in Assemblea Capitolina, con una mozione per la sospensione dei lavori di edificazione presentata dal Capogruppo di Sel, Gianluca Peciola: “Bisogna procedere subito con la messa in sicurezza dei reperti, il completamento degli scavi, le verifiche ambientali e la definizione partecipata di un programma di valorizzazione, che potrà essere un parco archeologico o l’inserimento della zona nel parco dell’Appia”. In attesa di ulteriori sviluppi, i cittadini del coordinamento annunciano di voler continuare a vigilare sulle operazioni di scavo e di voler arrivare in Campidoglio, per “smuovere” il Sindaco Marino su questa vicenda e sulla cementificazione dell’Agro Romano.

Leonardo Mancini

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