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Mercato abusivo Vasca Navale: tra le polemiche continua lo smantellamento

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Continua il rimpallo di responsabilità fra le parti politiche, mentre gli abusivi manifestano per il ‘loro’ mercato

Tratto da URLO n. 108 di ottobre 2013

MARCONI – Ponte Marconi. In via della Vasca Navale, ormai da qualche anno, si svolge un curioso mercatino. Realizzato di notte e con materiale di recupero, esso è cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni, andando ad occupare spazi sempre più ampi, creando un problema di degrado e di ordine pubblico, anche in ragione della dubbia provenienza della merce venduta.

Nel mese di settembre una serie di operazioni delle forze dell’ordine hanno determinato la fine di quell’esperienza. Non certo senza strascichi polemici per chi, da quel genere di attività, traeva illecitamente profitto, ma anche per chi, sul piano politico, ha voluto individuare delle precise responsabilità. Un braccio di ferro che ha coinvolto forze dell’ordine, istituzioni locali, associazioni e Rom. Quest’ultimi, poi, sono stati protagonisti di una manifestazione di protesta, svoltasi sabato 14 settembre, che ha visto mobilitate 200 persone, a dimostrazione dell’ampiezza raggiunta dal mercato della Vasca Navale. Passate poche ore, le forze dell’ordine sono intervenute, per la terza settimana consecutiva, a sgomberare l’attività illecita requisendo e distruggendo il materiale illecitamente venduto.

“Da qualche mese, e cioè da quando si è insediata la nuova Giunta, si è assunta la volontà di smantellare quel mercato interamente abusivo, con un grosso impegno che si sta ancora compiendo – ci spiega il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – Tutti i fine settimana si stanno investendo risorse importanti per cercare di debellare del tutto l’attività di vendita abusiva, di merce di indubbia provenienza, di parcheggiatori aggressivi, di tante cose che non c’entrano nulla con l’integrazione, coinvolgendo sia i gruppi Rom che qualche italiano intanto aggregatosi. Da quando c’è la nuova giunta – rimarca il Minisindaco – si è finalmente capito che quello è un connubio di piccole bande che guadagnano lauti compensi con pratiche illecite, come il Municipio per tre anni e mezzo ha scritto alla giunta Alemanno che non ha mai voluto muovere un dito, forse perché non sapeva come fare, o magari perché il Municipio era governato da una giunta di centrosinistra”. Ma sulla paternità politica di quella realtà, maggioranza ed opposizione municipale non sembrano affatto concordare.

“Il Presidente Catarci si assuma la propria diretta responsabilità – premette il Consigliere Pdl Simone Foglio – perché il mercatino di Vasca Navale è una sua creatura. È lui che l’ha creato ed autorizzato. Oggi è deflagrato con situazioni al limite del paradosso, con un centinaio di Rom che bloccano la strada e manifestano creando disagi alla circolazione, per qualcosa di cui non hanno alcun titolo o diritto. Quel mercatino non ci sarebbe mai dovuto essere”. La risposta del Presidente Catarci a questo genere di critiche, che non gli sono state risparmiate nelle ultime settimane, non ha tardato ad arrivare. “Il dato di fatto è che abbiamo mandato decine di lettere, in cui si può facilmente riscontrare le nostre segnalazioni. Le nostre prime richieste di intervento, messe nero su bianco, chiedevano di intervenire appunto per evitare che deflagrasse un mercato abusivo allora di 25/30 postazioni. Le ultime scritte dalla municipale sono di qualche mese fa e raccontano un fenomeno fatto di 350/400 postazioni”. Come a dire che, se si fosse intervenuti per tempo, forse l’esito sarebbe stato differente. “Dopo tre anni di gioco delle tre scimmiette dove nessuno vedeva, sentiva e parlava oggi improvvisamente si scopre la ricettazione, il taglieggiamento e l’abusivismo – scrive in un comunicato Aleramo Virgili, portavoce della Rete Nazionale Operatori dell’Usato del Lazio, intervenendo sullo sgombero in via della Vasca Navale – Sono fenomeni reali, certamente, ma che rischiano, per dimensioni e alcuni aspetti folcloristici, di porre un velo sulle ragioni e sulle scelte politiche che li hanno posti in essere, e una pietra sopra alle soluzioni possibili”.

Già perché il fenomeno dei mercatini dell’usato e del baratto, in espansione, non ha vita facile nella Capitale. “Nessuno dice che in questa città il mercatino di via della Vasca Navale è stata l’inevitabile e pilotata risposta alla chiusura di tutti i mercatini dell’usato dei Rom, ma non solo, che per 10 anni a Roma si erano visti concedere l’occupazione del suolo pubblico (pagandolo) per svolgere la loro attività in quanto strumenti di inclusione sociale da decine di determinazioni dirigenziali dei Municipi interessati”, prosegue la nota dell’organizzazione degli operatori dell’usato. E tra questi operatori dell’usato, c’è anche l’Associazione Occhio del Riciclone, chiamata in causa da Simone Foglio. “A Vasca Navale ora è evidente il problema di ordine pubblico e di garanzia della legalità. Ma già quando venne istituito, anni fa, un mercatino del riuso e del riciclo con l’Associazione Occhio del Riciclone, noi mettemmo in guarda il Presidente Catarci perché quel tipo di mercatino, localizzato lì, nel giro di poco tempo poteva diventare ingestibile. Oggi Catarci dichiara sui giornali ‘basta è una vergogna’, ma io credo che dovrebbe rivolgere la critica a se stesso”.

Lo scontro politico sulle responsabilità di un mercato del tutto fuori controllo, prosegue. Ma è bene operare delle distinzioni. “L’esperimento con l’Occhio del Ricilone non c’entra niente – spiega Catarci – In verità l’opposizione di centrodestra lascia trapelare un certo istinto razzisteggiante. Innanzitutto quell’esperienza era gestita da un’associazione nel parcheggio del Cinodromo, non alla Vasca Navale, e raccoglieva circa 30 banchi. Ed era un’attività che veniva svolta con un controllo specifico sulle merci, c’era pulizia, insomma era sostanzialmente diverso da quello che c’è oggi. Inoltre non si dice che tra i due mercatini c’è stato un buco di molti mesi. Terminata, anche positivamente e nostro malgrado, la prima esperienza, è trascorso davvero tanto tempo prima che partisse quella abusiva che si sta cercando di debellare. La realtà è che il centrodestra è alla ricerca di una disperata giustificazione per un Sindaco incapace che non ha saputo gestire la situazione, cosa che invece sta mostrando di fare l’attuale giunta capitolina, con un dispiego costante e duraturo di forze dell’ordine. Condannare il primo tentativo di integrazione – quello portato avanti dall’Occhio del Riciclone che impegnava anche artigiani Rom – cercando di buttare tutto nello stesso calderone, serve solo a nascondere l’incapacità di Alemanno”.

E allora chiudiamo con una considerazione espressa da Virgili, delle ReteOnu (Operatori Nazionali dell’Usato), di cui Occhio del Riciclone fa parte: “Nessuno dice che è stata la sistematica distruzione dei mercatini dell’usato autorizzati con tanto di rispetto delle regole e di regolari concessioni, che ha portato alla nascita di questo cono d’ombra dove sono potute crescere e diventare prevalenti le attività illegali. Questo genere di attività – ammette Virgili – che con l’usato non dovrebbero aver nulla a che fare, hanno spezzato il processo d’inclusione sociale che aveva iniziato a marciare nell’alveo della legalità”. Un fallimento, quindi. Perché oggi l’inclusione non si è realizzata, mentre prosegue la lotta all’illegalità ed al degrado in uno dei quadranti più problematici del Municipio VIII. Rimane poi sullo sfondo una questione irrisolta, che viceversa andrebbe affrontata: “Va trovata una risposta al problema reale di permettere ai mercatini dell’usato in questa città, e alle loro centinaia di operatori che non si dissolveranno per magia, di svolgere regolarmente la loro funzione. E sulla fascia debole dell’ambulantato, questa è funzione d’inclusione e coesione sociale: costruirla – conclude il portavoce regionale delle ReteOnu- è un processo che ha bisogno di tempo e continuità, sostegno e – non meno importante – visione da parte della pubblica amministrazione”.

Fabio Grilli