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Nuovo sistema rifiuti: finito il tempo degli avvertimenti

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Multe triplicate, tra accertatori e sanzioni per la “sosta selvaggia”

Tratto da Urlo n.126 giugno 2015

ROMA – La cittadinanza romana sta vivendo questo momento di passaggio nel sistema di gestione dei rifiuti in maniera molto contrastante. Si passa dal “cittadino modello”, quello che conosce a memoria ogni volantino di AMA e che sa con certezza dove conferire qualsiasi materiale, fino al più classico e trasversale “tanto finisce tutto insieme”. Il primo si sforza di differenziare il più possibile, intraprendendo delle vere e proprie crociate contro amici, parenti e vicini, fino a trovarsi penalizzato dalla multa comminata dall’AMA a tutto il suo condominio. L’altro si arrabbia e inveisce contro la sanzione, il sistema e l’amministrazione, schierandosi sempre tra le file di quanti “pagano le tasse”. Il cittadino modello guarda i cassonetti stracolmi, li fotografa e condivide sui social network tutte le possibili sfumature di ingombranti abbandonati. L’altro non è da meno, anche lui è affascinato da questo feticismo del degrado, cercando di portare acqua al suo mulino, ma non verso lo scarso senso civico dei suoi concittadini, ma nei confronti di un servizio carente per il quale paga fior fior di tasse.

Delle multe da parte di AMA parliamo ormai da qualche settimana. La sanzione di 100 euro, da dividere tra i condomini, viene spiccata quando gli accertatori rilevano una gestione non corretta dei rifiuti. Le multe hanno visto un effettivo aumento, così come richiamato dai dati pubblicati da alcuni quotidiani. Sarebbero infatti 5.542 le contravvenzioni emanate dal 1 gennaio al 25 maggio, circa il triplo rispetto a quante ne sono state fatte in tutto il 2014. Come accennato anche nei mesi scorsi, la maggior parte di queste sanzioni provengono da un rinnovato interesse nel combattere il fenomeno della sosta selvaggia di fronte ai cassonetti stradali, mentre negli undici municipi in cui è stato attivato il nuovo sistema di raccolta, i verbali degli accertatori di AMA sono stati 1.456. Di questi, 562 riguardano l’utilizzo scorretto (per esempio una errata custodia e/o esposizione dei contenitori per la raccolta condominiale), mentre 894 sono per errori nel conferimento dei rifiuti. Tra questi 168 per il conferimento di materiali estranei nei bidoncini (tutti quei rifiuti che debbono necessariamente essere portati in oasi ecologica), 205 per inquinamento della frazione organica, con plastica e altri materiali, mentre 521 riguardano l’errato conferimento nei bidoncini verdi o grigi. L’aumento delle multe è stato spiegato anche dall’Assessore capitolino all’Ambiente, Estella Marino, che parla di un input dell’Amministrazione: “Nel primo anno e mezzo in cui è partito il nuovo modello non abbiamo puntato sui verbali, ma piuttosto sull’informazione e sulla formazione dell’utenza: non a caso nel 2014 erano stati 8.283 i richiami – aggiunge – Ma ormai sono gli stessi cittadini abituati alla differenziata a chiederci di multare chi non fa altrettanto in modo corretto. E con AMA stiamo ragionando rispetto al massimale di 500 euro su un parziale innalzamento della sanzione media di 100 euro”. Finito il tempo degli avvertimenti e dei reclami si passa quindi alle sanzioni.

Nello scorso mese avevamo dato notizia di un’interrogazione, presentata dall’opposizione municipale, per chiedere conto delle sanzioni comminate ad alcuni cittadini del Municipio VIII. Sarebbe proprio questo territorio ad essere tra i meno virtuosi, con 557 sanzioni comminate da inizio anno. Superato solo dal Municipio I (920 multe) e dal Municipio VII (1.131 sanzioni). L’interrogazione firmata dal Consigliere di Fi, Franco Federici, assieme alla Consigliera del gruppo misto, Alessandra Bonaccorsi, sottolineava l’operato di AMA all’interno del territorio servito dal ‘porta a porta’ (in particolare la zona di Roma 70). “Ci sarebbe dovuto essere un periodo di assestamento senza fare multe, ma questo non è stato mantenuto – ci spiega Franco Federici – Molti condomini hanno dovuto sostenere delle spese per permettere la raccolta, e adesso vedono arrivare le multe senza aver ricevuto nemmeno un avviso”. Sulla questione e sulle statistiche di AMA sul Municipio VIII abbiamo ascoltato l’Assessore all’Ambiente Emiliano Antonetti: “Le sanzioni relative al porta a porta sono circa 30 – ci spiega – Inizialmente il nostro territorio era in cima alla classifica dei municipi meno virtuosi, ma questo è avvenuto perché hanno iniziato da noi”. L’Assessore vuole poi sottolineare la distribuzione delle sanzioni: “Inoltre la maggior parte delle multe riguardano la raccolta di tipo stradale, assieme alla sosta indiscriminata davanti i cassonetti”. Sulla vicenda delle multe arrivate a Roma 70 e sulla possibilità che non siano mai arrivati avvisi alla cittadinanza l’Assessore rimane cauto: “C’è un dato sugli accertamenti, ma è ancora generale, infatti sarebbero circa 10.000 gli avvisi lasciati in tutta Roma nel 2015. Presto – conclude – avremo i dati relativi al nostro territorio e potremo far luce su questa vicenda”.

Sono dati che potrebbero sembrare allarmanti, ma soltanto se non si tiene conto di alcuni fattori. Intanto si inseriscono all’interno del novero le multe comminate per infrazioni stradali come la sosta davanti i cassonetti. Un fenomeno questo da sempre presente e fino ad oggi poco sanzionato. Inoltre si deve tenere conto della possibilità per gli accertatori di monitorare più agilmente la raccolta di rifiuti. Se infatti le sanzioni per la raccolta stradale possono essere comminate soltanto in flagranza, con la raccolta porta a porta è più facile trovare errori nel conferimento. Non ci si stupisca quindi se, con l’ingresso delle restanti municipalità o con l’ampliamento della porzione di territorio servita dal porta a porta, i dati del prossimo anno si triplicheranno ancora.

Intanto si è iniziato a mettere in campo un tentativo di riorganizzazione generale del sistema. Nei primi giorni di maggio è stata bandita una gara pubblica da parte di AMA per il trattamento di 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati in 4 anni per un costo massimo di 140 euro/t. Questo tipo di trattamento è stato reso possibile dal decreto “sblocca Italia” del Governo Renzi, che consente di utilizzare impianti di termovalorizzazione dislocati su tutto il territorio italiano e disposti ad accogliere rifiuti indifferenziati. Una decisione definita necessaria viste le carenze dal punto di vista impiantistico della Capitale, che è stata salutata con favore dal Campidoglio e dai vertici della municipalizzata: “Per la prima volta – sottolinea il Presidente di AMA, Daniele Fortini – il quantitativo di rifiuti indifferenziati ‘eccedenti’ che l’azienda pubblica romana non tratta nei propri impianti diventano ‘contendibili’. Se, come auspichiamo, la gara andrà a buon fine, verranno stipulati contratti tracciabili e trasparenti sulla base delle migliori offerte del mercato”. La gara dovrebbe chiudersi entro il 18 giugno, per poter avviare al più presto i trasferimenti di materiali. Nei prossimi mesi il sistema della differenziata nella Capitale dovrebbe arrivare alla forma identificata più di due anni fa. Con l’incremento del sistema, del numero di cittadini raggiunti dal porta a porta e del quantitativo di materiale indirizzato al riciclo, anche la quantità di indifferenziato da trattare con la gara quadriennale di AMA dovrebbe puntare ad una costante diminuzione. Resta da capire, e probabilmente non potremo farlo prima di qualche mese, se a questa diminuzione concorrerà anche una risposta positiva alle richieste fatte da molte municipalità per l’ampliamento delle zone servite dal porta a porta.

Leonardo Mancini