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Ex Buffetti: dopo i ricorsi si arriva alla bonifica dall’amianto

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Ex Buffetti Magliana

Il Tribunale del Lazio impone la riqualificazione dell’area in 30 giorni

Tratto da Urlo n.135 maggio 2016

MAGLIANA – Si diceva “sconcertato” il Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, alla notizia del ricorso al TAR presentato dalla società Beta Srl in merito alla bonifica dell’area dell’ex Buffetti, giunta lo scorso aprile.

Situato nel cuore del quartiere Magliana, quello dell’ex Buffetti è un sito industriale dismesso. Come spiegava lo stesso Veloccia qualche tempo fa, è ricoperto per “circa 1000 mq di amianto, sul quale il giudizio sullo stato di conservazione, periziato nel 2011 dalla Asl RmF, era risultato “scadente”, con necessità di bonifica programmabile entro 18 mesi e comunque non oltre 3 anni”.

Nonostante diverse sollecitazioni da parte del Municipio – forte, quest’ultimo, anche di una diffida formale, da parte della Asl e risalente al settembre del 2015, di adempiere entro 60 giorni e di un’ordinanza comunale emessa il 29 febbraio 2016 che imponeva alla società di procedere alla bonifica dell’area – la Beta Srl non ha provveduto a sanare la situazione del sito e, anzi, ha rilanciato impugnando l’ordinanza del Comune di Roma, presentando un ricorso al TAR.

Gli esiti della vicenda amministrativa, però, sono per ora favorevoli al Municipio: il Tribunale del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza comunale che imponeva alla società, proprietaria degli immobili della zona “C” dell’ex complesso industriale, di provvedere entro un termine fissato in 30 giorni alla bonifica delle coperture in eternit degli edifici all’interno del sito dell’ormai ex Buffetti. “Ora non vi sono ostacoli affinché la Beta ottemperi a quanto ordinato e bonifichi l’area dall’amianto presente – ha dichiarato il Presidente Veloccia dopo aver appreso la notizia, risalente allo scorso aprile – È questo il positivo risultato del lavoro svolto dal Municipio in questi anni per cercare di risolvere tale delicata questione. Abbiamo sempre ritenuto una priorità la salvaguardia della salute dei cittadini della Magliana e per questo ci siamo battuti in tutte le sedi, per eliminare questa fonte di pericolo”. A testimoniare questo impegno è anche il Capogruppo municipale del Pd, Gianluca Lanzi: “Personalmente e a nome del Pd assicuro che porteremo avanti questa battaglia affinché l’area sia definitivamente e totalmente bonificata, poiché questo problema si protrae ormai da troppo tempo, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del Municipio che però hanno incontrato l’ostativa della società. A noi sta a cuore salvaguardare la vita e la salute pubblica di quanti vivono intorno all’area o che di lì siano costretti a passare per recarsi magari nei luoghi di lavoro”.

Stando alla decisione del TAR, dunque, ora la società avrà 30 giorni per procedere a sistemare la situazione, rimasta in sospeso in seguito al tempo trascorso per ottenere la decisione dei giudici amministrativi.

Neppure le opposizioni, però, stanno a guardare: “L’obiettivo di tutti deve essere quello della tutela della salute pubblica – dichiara, per parte sua, il Consigliere municipale uscente Marco Palma, ad oggi candidato Presidente al Municipio XI per Fdi – Purtroppo l’edilizia intensiva, di cui anche il quartiere Magliana è stato vittima, ha fatto sì che certe strutture risultino ora vicine ad altri immobili, tra cui molte case. L’obiettivo finale deve essere quello di tutelare la salute pubblica, che si realizza abbattendo questi tetti”. Non solo, però: perché secondo Palma, l’area non deve essere solo soggetta a tutti gli interventi di messa in sicurezza: “Occorre che vi sia un recupero che possa andare al di là della bonifica dell’amianto: è necessario riqualificare tutto il sito, viabilità compresa, che è uno dei nodi cruciali nel nostro Municipio, nonché uno dei fondamentali per il quartiere della Magliana che è una cerniera tra diverse zone. Da un lato, quindi, l’attenzione alla sicurezza delle strutture; dall’altra, anche un intervento adeguato affinché tra 20 anni non saremo più costretti a parlare di ‘ex Buffetti’ ma di qualcosa di nuovo”.

Martina Bernardini