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Ponte Portuense: individuati i vandali degli scavi archeologici

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Ponte Portuense dicembre 2014 r

Per i Carabinieri a muoverli è stato il ‘desiderio di vendetta’

SCOPERTI I VANDALI – È da qualche mese che si parla di atti vandalici, sabotaggi e intimidazioni nel cantiere della ‘Necropoli Portuense’, gli scavi archeologici propedeutici all’allargamento del ponticello ferroviario di via Portuense. Quest’oggi è un comunicato del Comando Provinciale di Roma dell’Arma dei Carabinieri a spiegare la vicenda e le indagini che hanno portato all’identificazione degli autori degli atti vandalici. 

LE INDAGINI – I Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere stanno notificando un’ordinanza che dispone il “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese”, per due persone indagate ritenute responsabili di “danneggiamento aggravato seguito da incendio, atti persecutori, minaccia e danneggiamento aggravato”. Le indagini sono partite nel gennaio scorso, dopo la denuncia presentata da un responsabile delegato per la sovrintendenza, per alcuni danneggiamenti subiti dal personale impiegato nei lavori di scavo e restauro. “Grazie ad una laboriosa attività tecnica, fatta di analisi di tabulati telefonici, accertamenti di Polizia Giudiziaria e riconoscimenti fotografici, i Carabinieri hanno stretto il cerchio intorno a due persone, inchiodandoli alle loro responsabilità”, si legge nella nota dell’Arma.

DESIDERIO DI VENDETTA – Le motivazioni alla base di questi gesti sarebbero, secondo i Carabinieri, da ricercarsi in un ‘desiderio di vendetta’ che i due “tra cui il titolare di un ristorante, avevano covato da tempo a causa dei lavori effettuati e della recinzione posta a protezione degli scavi che, secondo loro, avevano causato una perdita di visibilità all’attività commerciale e un conseguente danno economico – seguita la nota – Col passare del tempo il ristoratore e il suo complice hanno, dapprima, tentato di distruggere il sito archeologico, poi, mettendo in scena una serie di atti intimidatori, creato un forte stato di paura tra i dipendenti e le responsabili del cantiere. Gli incendi, oltre a danneggiare il container degli attrezzi, hanno addirittura provocato la distruzione di beni archeologici già catalogati di inestimabile valore”.

DAL MUNICIPIO XI – Intanto il 31 luglio scorso si è aperta una nuova fase di questa vicenda: l’area del cantiere è stata nuovamente consegnata alla Sovrintendenza “che deve completare le indagini archeologiche (stimano 4 settimane) prima di rilasciare al Municipio il nullaosta per realizzare i lavori stradali”, ha scritto annunciando la ripresa dei lavori, Marzia Colonna, Assessora municipale ai Lavori Pubblici. Mentre è la presidente del Consiglio del Municipio XI, Emanuela Mino, a commentare le indagini dei Carabinieri: “Speriamo che, grazie anche alla ritrovata serenità dei lavoratori e il clima estivo, le opere siano al più presto completate cosicché il Municipio possa realizzare, come più volte annunciato, entro 90 giorni i lavori di allargamento e pavimentazione della sede stradale – continua la Consigliera Mino – Dopo anni di attesa è arrivato il momento di chiudere una vicenda e dotare un intero quadrante di un’infrastruttura importante e, come avevo avuto già di sottolineare, solo con la collaborazione tra le Istituzioni si possono dare risposte concrete ai cittadini”.

LeMa