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“Meno differenze tra zone periferiche e centrali”

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Crescimanno Silvia

Intervista a Silvia Crescimanno, nuova Presidente del Municipio XII

Quali gli interventi per migliorare la mobilità sul territorio municipale?

Il nostro è un territorio vasto e diviso in due, questo porta le periferie a risentire della mancanza di servizi, che non sono equiparabili a quelli delle zone più centrali, nonostante la razionalizzazione di Atac in questi anni. Oltre alla mobilità pubblica, nelle periferie dobbiamo migliorare anche la mobilità ciclabile, attraverso piste con percorsi intelligenti che non si interrompano bruscamente. Abbiamo in mente un nuovo modo di muoversi, anche attraverso il potenziamento di servizi di car e bike sharing. Inoltre, a livello comunale, spingeremo per la realizzazione delle corsie preferenziali, razionalizzando anche il sistema di carico e scarico merci, soprattutto in alcune vie commerciali del territorio.

Con il M5S come cambierà il rapporto e la partecipazione dei cittadini alla vita politica del territorio?

Su tutti i temi importanti interpelleremo la cittadinanza, ma sempre nel rispetto dei tempi tecnici. L’ascolto dei cittadini è fondamentale, noi puntiamo su questo dato che la vecchia politica non lo ha mai voluto. Già ora abbiamo rapporti costanti con i cittadini, che amplieremo con incontri periodici cadenzati negli spazi municipali. Spesso ci è stato detto che è mancato il contatto con le istituzioni, noi saremo sui territori per parlare con i residenti, saranno proprio loro a portarci le loro istanze. L’impegno è quello di non far cadere nel vuoto le loro richieste.

Cosa manca a questo territorio? C’è un’idea, realizzabile in poco tempo, che inciderebbe profondamente sulla vita dei cittadini?

Partiamo dalla necessità di un’isola ecologica. Si era parlato di Largo dei Langosco ma ancora non è stato realizzato nulla. Oltre a questa struttura vorremmo ottenere anche delle isole ecologiche di quadrante per combattere l’abbandono dei rifiuti, soprattutto nei quartieri periferici. Avere vicino casa un luogo dove conferire questi materiali è già un deterrente che porterebbe ad un cambio di passo nel decoro dei territori.

Sul territorio municipale sono presenti degli importanti mercati con caratteristiche diverse. Quali sono gli interventi da portare avanti su situazioni come quella in cui vive il Mercato di San Giovanni di Dio, il Mercato domenicale di Porta Portese, o quello ancora da realizzare in via dei Capasso?

Il mercato di San Giovanni di Dio è nel degrado, nonostante sia stata promessa una riqualificazione che non è mai avvenuta. Abbiamo parlato spesso con gli operatori che auspicano un mercato leggero, vorremmo infatti riprendere in esame il loro progetto che in precedenza è stato cestinato. Poi c’è Porta Portese con i suoi 1100 banchi che con il progetto Plus sarebbero dovuti diventare 719. Noi abbiamo sempre detto che il Plus si è tradotto nel solo rifacimento di marciapiedi e manto stradale, mentre il mercato resta nel caos. Piazza Ettore Rolli è invasa dalle bancarelle, spesso senza licenza, mente va recuperata la vocazione del mercato riequilibrando le categorie merceologiche. Punteremo alla regolarizzazione e al ridimensionamento, sgombrando la piazza e portando il mercato alle sue giuste dimensioni. Poi c’è Capasso dove il plateatico non è mai partito, lasciando morire la vecchia struttura di piazza dei Visconti. Era stato stanziato 1 milione di euro ma non si è fatto nulla. Anche su questo dobbiamo ripartire dalla verifica di tutte le carte e dei bilanci.

I cittadini della Valle Galeria aspettano degli interventi sulla discarica di Malagrotta. Ci sono i presupposti per procedere in questa direzione?

È un tema caldissimo, molto sentito dal M5S e dai cittadini. La discarica in realtà non è chiusa, funzionano ancora i Tmb (impianti di trattamento meccanico biologico, ndr) e, dopo aver avvelenato il territorio per trent’anni, non è ancora partita la bonifica a carico del gestore, che ha percepito dei fondi per questo tramite la tariffa dei rifiuti. Dal Municipio provvederemo con una diffida verso la Regione, proprio perché quest’Istituzione nelle sue competenze non ha diffidato il gestore a procedere con la bonifica. La discarica ha un post mortem importante che non si può ignorare. Il territorio è stato avvelenato e ora va monitorato e bonificato.

Il verde, soprattutto quello delle ville storiche, è una componente essenziale per un territorio così vasto e ampiamente urbanizzato. Come si combatte il degrado e l’insicurezza, favorendo allo stesso tempo il rilancio di aree come Villa Pamphili?

Negli ultimi anni le ville storiche finiscono nelle pagine di cronaca con una frequenza allarmante. C’è poco controllo e ovviamente il nostro obiettivo è quello di ridare il senso di sicurezza ai cittadini che le frequentano. Questo si può raggiungere con un maggiore controllo della Polizia Locale e con delle telecamere che servano da deterrente. Su Villa Pamphili abbiamo avuto anche il sequestro del Casale dei Cedrati: noi siamo per bandi trasparenti e controlli sull’attuazione, proprio per evitare il verificarsi di queste situazioni. Inoltre a Villa Pamphili ci sono dei bagni pubblici abbandonati. Rimettere in funzione questo servizio, assieme all’istituzione di un presidio, sarebbe un elemento migliorativo della sicurezza.

Leonardo Mancini