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Parcheggio Donna Olimpia, un’altra battuta d’arresto

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A causa dell’incompleta demolizione dell’abuso, l’iter per la risoluzione della vicenda rallenta ancora

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

MONTEVERDE – Torniamo a parlare del parcheggio di via di Donna Olimpia. Urlo era tornato ad interessarsi della questione durante la scorsa primavera quando sembrava che qualcosa si stesse muovendo dopo anni di inerzia. Sull’area nel 2011 era stato disposto un sequestro: la struttura infatti, successivamente ad alcuni controlli, era risultata difforme rispetto alle concessioni previste, e al cantiere quindi erano stati apposti i sigilli in attesa che la giustizia facesse il suo corso. Poi qualche mese fa era arrivato un dissequestro parziale il cui scopo era consentire l’accesso di operai per la rimozione dell’abuso edilizio. Alla ditta veniva data una scadenza di 60 giorni per adempiere al provvedimento; contestualmente all’opera di rimozione, alla società era stato imposto anche il pagamento di una multa. Li avevamo lasciati così.
Trascorsi più che due mesi e a molto tempo di distanza dalla conclusione delle operazioni di ripristino dell’area, siamo tornati ad interrogarci sulla situazione. Una volta rimosso l’abuso, infatti, la nostra speranza, come quella di molti cittadini, era che l’area venisse riassegnata ad un’altra società e che finalmente tutta la storia andasse incontro a conclusione felice. Ma purtroppo la realtà è un’altra. Abbiamo domandato a che punto fosse l’iter a Raffaele Scamardì, Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica del Municipio XII che ci ha spiegato che successivamente alla rimozione dell’abuso, un controllo da parte dell’ufficio tecnico ha dichiarato l’opera di demolizione incompleta rispetto a quanto prescritto dagli uffici: “Il profilo dell’edificio sarebbe dovuto coincidere con quello della collinetta che, per consentire la costruzione dell’opera, era stata precedentemente rimossa”. Durante i lavori effettuati la scorsa primavera gli operai hanno lavorato sugli angoli della struttura, il cui perimetro appare oggi arrotondato rispetto a prima, ma la rimozione dell’abuso secondo i controlli rimane parziale e sul sito continua quindi a sussistervi. È migliorata invece la situazione per i pedoni: il cantiere è stato ridimensionato e finalmente il marciapiede è stato liberato e reso nuovamente calpestabile. “L’ufficio tecnico del Municipio ha dunque inviato una comunicazione agli organi competenti in seguito a tali verifiche, certificando che le prescrizioni non sono state eseguite completamente”. Questo in parole povere si traduce in un nuovo stop ai lavori in attesa che la giustizia proceda nel giudizio. “Insieme alla Presidente del Municipio, Cristina Maltese, e alla Giunta – conclude Scamardì – ci impegniamo a seguire la vicenda e a chiudere quella che è una ferita importante nel quartiere”.
L’argomento è stato preso come pretesto da Scamardì per riportare l’attenzione su un tema delicato come quello del decentramento: situazioni simili a quella che interessa il cantiere di Donna Olimpia – ha commentato l’Assessore – potrebbero essere gestite diversamente se i Municipi, ad oggi enti privi di autonomia e possibilità di intervento in determinati casi, venissero investiti di maggiori responsabilità e poteri. Se il Municipio avesse potuto seguire in prima persona la questione, le operazioni sarebbero potute essere più snelle e il tutto forse si sarebbe potuto risolvere in modo più veloce, ipotizza Scamardì.
“Il parcheggio di Donna Olimpia continua a mortificare il quartiere con il triste spettacolo di un degrado del quale non si vede la fine”, dichiara Daniele Diaco, Consigliere municipale del Movimento 5 Stelle, il quale auspica una risoluzione veloce della questione: “I cittadini sono esasperati da una situazione ormai allo sbando, che vede da anni un cantiere aperto costituire un rischio per la sicurezza di tutti”.
Pesanti anche le critiche di Marco Giudici, Consigliere del Municipio e Presidente della Commissione Trasparenza che commenta così: “Il quadro che si è delineato fino ad ora rappresenta la solita Italietta. È necessario che quell’area torni prima possibile al quartiere. Tutti i problemi devono rientrare e tutti gli abusi devono essere rimossi”.

Anna Paola Tortora