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Residence Bravetta, quanto tempo ancora per la riqualificazione dell’area?

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Dopo anni la situazione sembra immobile mentre il Municipio chiede la sistemazione di piazza Belvedere

Tratto da Urlo n.116 giugno 2014

BRAVETTA – Torniamo a parlare dell’annosa situazione che interessa le palazzine che un tempo ospitavano il Residence Roma in via di Bravetta 417. Struttura costruita tra gli anni ’70 e gli anni ’80 dal gruppo Mezzaroma, nel 1982 le cinque palazzine vennero individuate dal Comune di Roma come sito da dedicare ad accoglienza temporanea per far fronte al problema del disagio abitativo. I nuclei familiari ospitati sarebbero dovuti rimanere nel Residence sei mesi, trascorsi i quali il Comune avrebbe dovuto trovare una soluzione alternativa. Di fatto il soggiorno delle famiglie nelle palazzine si protrasse molto più a lungo. Dopo il loro trasferimento all’interno di strutture definitive, alcuni degli appartamenti vuoti vennero affittati privatamente mentre altri vennero occupati. All’interno delle palazzine si crearono varie comunità, alcune di queste in rivalità tra di loro. Nella zona iniziarono a verificarsi episodi di degrado e di criminalità che portarono nel tempo ad una situazione di difficile gestione che degenerò molto rapidamente. D’intesa con la proprietà fu lo stesso Comune di Roma ad intraprendere importanti azioni di sgombero al fine di ripristinare la legalità nell’area, in seguito a manifestazioni di disagio anche da parte degli abitanti della zona. Terminate le azioni, si rese evidente la necessità di individuare una soluzione drastica che impedisse la rioccupazione degli stabili, fatto che determinò, circa 7 anni fa, l’abbattimento delle mura delle palazzine. Allo scopo di riqualificare l’area, nel 2007 un accordo di programma (delibera 47/2007) tra il Comune di Roma e la proprietà, approvava una modifica al Piano Regolatore per il cambio di destinazione d’uso delle unità abitative da non residenziale (alberghiero) a residenziale. Solo in questo modo la proprietà avrebbe potuto riconvertire lo stabile e provvedere alla costruzione di appartamenti da vendere a privati. Poco meno di due anni fa Urlo si era occupato della questione, riscontrando come, a distanza di tempo, la situazione fosse rimasta la medesima. Oggi le cose non sembrerebbero essere cambiate. Gli scheletri delle palazzine continuano ad essere lì, senza che nessuna azione di riqualificazione della zona sia stata intrapresa. Della necessità di risolvere si era tornato a parlare all’interno delle linee programmatiche della nuova amministrazione municipale l’anno scorso: “Occorre chiudere la Conferenza di Servizi per la riconversione dell’ex Residence Roma in strutture abitative con realizzazione di servizi pubblici per oltre mq 5.000. Questo intervento è molto atteso dagli abitanti di Bravetta, che attendono da troppo tempo servizi oltre a funzioni culturali e aggregative. Recuperare gli edifici porrà fine anche al degrado paesaggistico: guardando verso la Valle dei Casali, accanto al complesso monumentale del Buon Pastore, campeggiano gli scheletri in cemento armato”.
Trascorso un anno, sono stati i Consiglieri del Movimento 5 Stelle al Municipio XII, Daniele Diaco e Silvia Crescimanno, a sottoporre all’attenzione della Presidente Cristina Maltese, del Direttore del Municipio e dell’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, Raffaele Scamardì, un’interrogazione circa lo stato delle cose, sottolineando come negli anni compresi tra il 2008 e il 2013 l’allora Sindaco Gianni Alemanno non abbia dato seguito alla riconversione del Residence e constatando l’attuale persistente stato di abbandono e degrado delle strutture, che costituiscono, si legge, “per i cittadini del quartiere Bravetta un rischio per la sicurezza e uno scandalo dell’Amministrazione per i cittadini tutti”. Circa un mese dopo, il 15 maggio scorso, è arrivata la risposta della presidenza che afferma: “…al momento non risulta depositato alcun progetto edilizio presso l’Ufficio Tecnico del Municipio XII né presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Pertanto la Conferenza di Servizi, per avviare l’intervento sulla struttura, sarà aperta non appena il progetto edilizio verrà presentato”. A proporre quest’ultimo dovrà essere il Gruppo Mezzaroma, proprietario degli immobili. Abbiamo provato a rivolgerci direttamente alla società chiedendo notizie in merito al progetto e quali siano i tempi previsti per la sua presentazione, ma al momento in cui scriviamo non abbiamo ancora avuto risposte.
Intanto il progetto di riqualificazione dell’area, almeno sulla carta, sembrerebbe andare avanti. Da parte del Municipio infatti giunge la richiesta di una riqualificazione della piazza Belvedere, alle spalle del Residence, un importante punto d’accesso alla Valle dei Casali, ci racconta Elio Tomassetti (Pd), Consigliere municipale.
L’ente territoriale ha chiesto che due dei servizi previsti all’interno della delibera 47/2007 (un asilo e una scuola per l’infanzia) siano costruiti proprio sulla suddetta piazza, a differenza di quanto previsto dall’atto secondo che li colloca all’interno dei piani piloty delle future palazzine. La proposta di zonizzazione è stata formalizzata in Commissione Ambiente regionale circa un anno fa, ci dice la Presidente del Municipio, Cristina Maltese. Per conoscere la risposta alla proposta del Municipio però, seguita la Presidente, è necessario attendere l’approvazione del Piano d’Assetto della Valle dei Casali, un atto di competenza della Regione Lazio, che – ci dice – sembrerebbe essere alla firma. La piazza infatti si trova all’interno del perimetro della Valle, e dunque ogni decisione in merito a varianti urbanistiche su di essa dovrà essere contemplata all’interno del Piano. Differente è il discorso per le strutture dell’ex Residence il cui iter di riqualificazione è totalmente slegato dall’approvazione del suddetto Piano. “Solleciteremo affinché la valutazione della proprietà sia veloce – dice la Presidente – poiché riteniamo la presenza di questi scheletri incompatibile con il paesaggio di quel quadrante. Ci auguriamo che presto la proprietà proponga un progetto per portare avanti l’operazione di recupero dell’area”.
Alla presentazione del progetto e all’inizio dei lavori è infatti strettamente legato il discorso relativo alla riqualificazione della piazza. Solo quando la proprietà manifesterà le sue intenzioni progettuali ed inizierà i lavori, infatti, si potrà usufruire dei fondi necessari alla riqualificazione del quadrante, una somma consistente derivante dal pagamento degli oneri concessori per il cambio di destinazione d’uso concesso con la delibera 47/2007, ci conferma l’Assessore Raffaele Scamardì.
Sulla questione è intervenuto anche Marco Giudici, Consigliere municipale e Presidente della Commissione Trasparenza: “Il Residence rappresenta una delle numerose promesse non mantenute della Giunta Maltese. La struttura deve tornare al quartiere affinché quest’ultimo venga riqualificato e quest’opera non può non passare attraverso il ripristino dell’area. Il Municipio ha un ruolo centrale e deve rappresentare i cittadini di Bravetta, garantendo che l’opera sia ristrutturata e restituita al quadrante. Il tutto è ancora più importante in virtù del fatto che parte della struttura dovrà essere destinata a servizi del Municipio che darebbero nuova linfa vitale al quartiere dotandolo di opere che oggi sono assenti”.
Insomma finché la proprietà non presenterà un progetto sul futuro delle palazzine, l’iter di riqualificazione potrebbe rimanere fermo. Non resta che aspettare il piano d’Assetto della Valle dei Casali e sperare che dopo l’approvazione di questo importante atto qualcosa si smuova, nell’interesse del quadrante e di tutti i cittadini che lo abitano, costretti ogni giorno, da anni, a sopportare una situazione indecente.

Anna Paola Tortora