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Canili di Roma: è caos a Ponte Marconi e Muratella

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canili 135

Il Comune cerca di aggiustare il tiro, ma la situazione resta critica soprattutto per i lavoratori

Tratto da Urlo n.135 maggio 2016

ROMA – I canili di Roma ancora al centro dell’attenzione. Con la struttura di Vitinia, il rifugio ex Poverello, fuori gioco (è stata infatti chiusa qualche settimana fa), non ci resta che parlare di quello che sta accadendo all’ex Cinodromo e, in particolare, a Muratella.

Riassumere quello che è avvenuto nei mesi scorsi vuol dire parlare di tutto quello che non va (e che non è andato per anni) nella gestione dei canili romani. Il Comune di Roma, per lungo tempo, ha affidato direttamente, quindi senza nessuna gara, e prorogato ad alcune associazioni, la gestione dei canili, sostenuta da cifre molto alte (si parlava di 13 euro a cane quando in altre città è circa la metà). Oggi, rendendosi conto di quanto danno alle casse comunali è stato arrecato, di quanta poca “democrazia” c’è stata negli affidamenti diretti e, soprattutto, di quanti sperperi si sono operati per anni, il Comune ha tentato di aggiustare il tiro. E lo ha fatto in modo repentino, con bandi di gara a ribasso che hanno scatenato l’ira dei lavoratori, che improvvisamente si sono trovati a non percepire lo stipendio o ad avere tra le mani una lettera di licenziamento dalla loro società. Il risultato delle varie vicissitudini che vi abbiamo raccontato nei mesi scorsi è stato che l’Impronta Onlus ha continuato a gestire, in modo del tutto gratuito e volontario, l’ex Cinodromo, mentre a Muratella ha continuato a operare Avcpp, la cui convenzione era stata prorogata fino al 30 aprile. Lo scopo era di traghettare la gestione dei canili fino alla pubblicazione di un bando di evidenza europea che avrebbe finalmente posto in competizione più soggetti, in modo chiaro e trasparente, con cifre ovviamente rimodulate. Un netto rifiuto, insomma, alle assegnazioni dirette e una propensione al contenimento dei costi.

“L’Amministrazione Straordinaria di Roma Capitale – si legge in una nota del Comune – ha indetto il bando di gara a evidenza europea per l’affidamento dell’appalto del servizio di gestione dei canili comunali ‘Muratella’ e ‘Ponte Marconi’. L’affidamento del servizio, che verrà aggiudicato dal Dipartimento Tutela Ambientale con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, decorrerà dal 1 ottobre 2016 e avrà una durata di 12 mesi”.

Ciò che ha provocato una nuova bufera è stato quel buco nero di 5 mesi tra la scadenza della proroga di Avcpp e il bando di gara che assegna la nuova gestione dal 1 ottobre. Chi dovrebbe amministrare Muratella in questo periodo di transizione? Roma Capitale ha così proposto alla Avcpp di proseguire il suo operato con le nuove regole e tariffe contenute nel bando europeo, ma l’associazione ha rifiutato, non ritenendo la cifra idonea al proseguimento del servizio. “A seguito del rifiuto opposto in quell’occasione da Avcpp – ha dichiarato il Comune in una nota – l’Amministrazione ha rivolto un analogo invito a 17 associazioni del settore iscritte nell’Albo Regionale della Regione Lazio, al fine di garantire dal 1 maggio al 30 settembre la regolare prosecuzione dei servizi di gestione”.

Ad avvalorare il fatto che le tariffe proposte fossero inadeguate, motivo che ha portato al rifiuto di Avcpp, “ben 16 associazioni su 17 non hanno portato la loro offerta economica – ha dichiarato Simone Placido, ex lavoratore di Muratella – L’unica che ha accettato la gestione dei due canili a quelle cifre è l’Impronta Onlus, che si è trovata ad assecondare quello che per noi è stato un ricatto. Il Comune, infatti, aveva promesso che se non si fosse trovato un nuovo gestore, per quei cinque mesi i cani sarebbero stati ‘deportati’ in strutture private”. Attualmente la cifra mensile proposta per la gestione dei due canili è di 129mila euro.

E il 1 maggio, giorno in cui l’Impronta sarebbe dovuta entrare nel canile di Muratella, l’Avcpp ha impedito il suo ingresso (in quanto gli operatori messi a disposizione dalla nuova gestione erano insufficienti per 600 cani e 50 gatti) e ha iniziato ad autogestire la struttura, in modo volontario e gratuito.

Il Comune in passato ha elargito ben più fondi di quelli dovuti. Un cane, infatti, è arrivato a costare quasi il doppio del normale. Questi soldi non sono stati spesi per il benessere animale ma il consistente “plus” è stato oggetto di sperpero e spreco da parte dei gestori dei canili. Per questo il Comune ha fatto suonare un “campanello d’allarme” e ha tentato di arginare il problema. Tutto questo sullo sfondo di una “guerra” tra associazioni, una spartizione di “territori” ben lontana dai sentimenti animalisti e no-profit su cui si fondarono, originariamente, questi rifugi. Ora Roma Capitale, pur operando per la legalità e nel contenimento delle spese, dovrebbe trovare delle forme di tutela per i lavoratori dei canili, che di certo nulla hanno a che vedere con tali sperperi, appannaggio solo dei piani alti del mondo dell’associazionismo. A Muratella, Placido annuncia che, per esempio, sono già state attivate le “procedure di licenziamento collettivo”. L’ex operatore propone una gestione diretta del Comune dei canili e non, come avviene da anni, esternalizzata. Così i lavoratori sarebbero pubblici, mentre i volontari potrebbero continuare a provenire dal mondo dell’associazionismo.

Il Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, è di questa opinione: “Ancora subiamo le conseguenze di una gestione sbagliata, che ha origini molto antiche. Oggi è necessario, comunque, non far pagare ai lavoratori e agli animali ospiti del canile, gli sbagli del passato. Muratella ha sempre svolto un ottimo lavoro non solo nella tutela dei cani ma anche nell’organizzazione di attività collaterali”. Ma secondo Alessio Marini, Consigliere municipale uscente M5S, dato che per il nuovo bando indetto da Roma Capitale ci si è orientati su una cifra di “poco più di 8 euro, la somma è sufficiente per la gestione dei cani, che nelle grandi città come Milano, ad esempio, si aggira sui 5 euro. Se i soldi vengono gestiti bene questa somma dovrebbe essere sufficiente per mantenere i cani in modo decoroso”. A guidare le azioni di tutti nei prossimi mesi dovrà essere l’ultimo input che ci lascia Marini: “I soldi stanziati per i cani devono essere spesi per i cani”.

Serena Savelli