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Parentopoli: arriva la condanna per Panzironi

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Cinque anni e tre mesi per l’ex AD di AMA

LA CONDANNA – Dopo l’arresto nell’ambito delle vicende di Mafia Capitale arriva la condanna a 5 anni e tre mesi di reclusione per l’ex AD di AMA Franco Panzironi, in relazione alla cosiddetta Parentopoli. Oltre alla pena detentiva è scattata anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’obbligo di risarcimento danni. 

GLI ALTRI IMPUTATI – I giudici hanno inoltre disposto altre tre condanne e quattro assoluzioni con formula piena, sempre in relazioni alle assunzioni nell’AMA, per altri ex dirigenti della municipalizzata capitolina.

DAL CAMPIDOGLIO – È il primo cittadino della Capitale a commentare la sentenza: “Getta piena luce sulla vicenda nota come Parentopoli, e dà ragione al Campidoglio che si era costituito parte civile”. Non manca la stoccata alla precedente amministrazione: “Gli anni della giunta Alemanno hanno segnato, anche nelle aziende comunali, il momento di massimo buio: favoritismi, assunzioni a chiamata nominale, abusi d’ufficio, falsi. Tutto, come si evince dalla sentenza di condanna, per favorire gli amici degli amici e occupare aziende che devono invece essere al servizio dei cittadini. Noi abbiamo denunciato fin dall’inizio quello che era avvenuto e, una volta arrivati al governo della città, lo abbiamo avversato operando in piena trasparenza e usando lo strumento delle gare e dei bandi pubblici”. 

IL RISARCIMENTO UTILIZZATO PER IL DECORO – Secondo Marino la vicenda giudiziaria non può concludersi qui. Infatti annuncia che la città si rivarrà anche in sede civile: “Alla luce della sentenza di oggi, Ama sta procedendo a verificare tutte le possibili strade per metter la parola fine a quella stagione. Per quanto riguarda Roma, la nostra amministrazione ha deciso di rivalersi anche in sede civile: chiederemo almeno 100.000 euro per il danno d’immagine subito dalla città. Sono convinto che la magistratura riconoscerà le nostre ragioni e mi impegno fin d’ora a utilizzare tutti i soldi che riusciremo a ottenere per il decoro, in particolare per la cancellazione delle scritte che imbrattano i muri della città”.

(Foto di repertorio)