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Rifiuti: Le Isole Ecologiche della Capitale sono strapiene

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legno rifiuti

Quando gettare correttamente i rifiuti diventa un’epopea

LE SEGNALAZIONI – Una segnalazione equivale ad un piccolo disservizio. Due segnalazioni sono l’indizio che qualcosa non ha funzionato. Ma quando le segnalazioni diventano tre e continuano a salire sono il sintomo di un problema. Sono molti i cittadini che ci hanno contattato per raccontarci il loro pellegrinaggio tra le Isole Ecologiche di Roma. Da diversi giorni alcuni materiali sembrano essere ‘inconferibili’. I cassoni dei maggiori centri di raccolta risultano pieni e non sembra essere possibile reperire informazioni su quando verranno vuotati. Nel mentre i cittadini restano con macchine cariche di materiali che non sanno dove buttare. Il problema principale sembra essere il legno, tant’è che molti centri di raccolta si sono muniti di cartelli ‘legno pieno’ affissi alle entrate. Altre segnalazioni ci arrivano riguardo i residui da ristrutturazione (i calcinacci) e i cassoni per i rifiuti non differenziabili come divani e materassi. 

PEREGRINAZIONI E ABBANDONI – Maggiori difficoltà si riscontrano soprattutto durante i fine settimana, momento in cui i romani possono dedicarsi a questi fastidiosi ‘lavoretti’. Sperando di liberarsi della brutta credenza all’ingresso o del tavolinetto di cristallo scheggiato, prima di abbandonarsi al meritato riposo settimanale. Ma in molti casi sono costretti a spostarsi di centro in centro fin quando, accaldati e stanchi, non hanno altra scelta se non quella di lasciare in macchina i rifiuti oppure di riportarseli a casa. Questo è quello che fanno i cittadini con un senso civico maggiormente sviluppato. Molti altri invece decidono che gli ingombranti non sono un loro problema e quindi decidono di abbandonarli in luoghi isolati o nelle vicinanze dei cassonetti: ‘tanto qualcuno li raccoglierà’. Andando così ad accrescere quel mercato sommerso delle discariche abusive e dell’abbandono di ingombranti che più di una volta abbiamo denunciato.

LA SITUAZIONE DEI SERVIZI – Ma come si è arrivati a questo? Come mai i cittadini non riescono a conferire correttamente i loro ingombranti? Partiamo dalle Ecostazioni Temporanee. Ama organizza, in collaborazione con il TGR Lazio, l’iniziativa “Il tuo quartiere non è una discarica” per incentivare la raccolta differenziata gratuita dei materiali ingombranti, elettrici, elettronici. Parliamo di circa 30 stazioni dislocate su tutto il territorio Capitolino che in alcune domeniche raccolgono gratuitamente i rifiuti ingombranti portati dai cittadini. Iniziativa sicuramente lodevole, ma che perde senso quando tutte le domeniche programmate si fermano a giugno e riprendono a settembre. Poi c’è il ritiro a domicilio degli ingombranti. Il servizio è momentaneamente sospeso, infatti la gara ad evidenza pubblica per l’assegnazione non è andata a buon fine. “La commissione valutatrice – si legge nella nota diramata da Ama – ha riscontrato l’inidoneità della documentazione presentata nelle due offerte ricevute”, quindi dal 18 giugno il servizio è temporaneamente sospeso.

INCREMENTO DI PERSONALE – Per far fronte a queste difficoltà l’azienda ha comunicato di aver già predisposto il rafforzamento del personale presente nelle oasi ecologiche “in modo da garantire comunque ai cittadini lo smaltimento gratuito dei rifiuti ingombranti, elettronici, speciali e di tutti quei materiali che non devono essere assolutamente gettati nei cassonetti stradali”. Il personale c’è, vi assicuriamo che è molto gentile e visibilmente imbarazzato dalla situazione, ma i cassoni non vengono comunque svuotati. Così tanti cittadini decidono, erroneamente, di abbandonare in strada i propri rifiuti. Aumentano gli abbandoni e il decoro della città diminuisce, quindi si punta ad incrementare il servizio aggiuntivo di rimozione degli ingombranti abbandonati. Queste operazioni, dal 18 luglio, vengono svolte in orario notturno, tutti i giorni dal lunedì al venerdì nelle cinque le aree territoriali della Capitale, con l’impiego iniziale di cinque squadre che saliranno progressivamente a 24, con l’impiego di 12 mezzi idonei alla raccolta.

QUANDO IL CICLO SI INTERROMPE – Questo incremento di personale, fanno sapere dall’azienda, proseguirà per tutta l’estate e fino a quando non sarà conclusa la nuova gara per il servizio di ritiro a domicilio. Intanto è sempre l’Ama a ricordare che per l’abbandono di questi materiali sono previste multe fino a 600 euro, e che “per smaltire gratuitamente i rifiuti elettrici ed elettronici, particolari e ingombranti (mobili, materassi, ecc.) sono aperti i 14 Centri di Raccolta, dislocati su tutto il territorio cittadino”. Nella stessa nota la municipalizzata comunica che “La capacità ricettiva di queste strutture pubbliche verrà potenziata incrementando i ritiri da parte delle piattaforme di recupero autorizzate”. È evidente che qualcosa, in questo circolo, non sta funzionando.

Leonardo Mancini