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I teatri cercano di riorganizzarsi

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La data del ventiquattro novembre, giorno della scadenza del DPCM di novembre, è passata inesorabile e senza destare sorprese. La situazione sta lentamente migliorando, la curva dei contagi sta pian piano iniziando a inclinarsi nuovamente, ma non è ancora abbastanza. I teatri sono ancora chiusi, dal ventiquattro ottobre, almeno per questa seconda ondata, ma di fatto, tranne che per alcune eccezioni e per poche settimane, sono chiusi da inizio marzo di questo annus horribilis per l’arte che è stato il 2020. Anche le iniziative online, che invece erano state protagoniste della prima ondata, stavolta scarseggiano. In questa situazione di limbo eterno, di speranze di riapertura sospese e di sconforto per la gestione delle cose da parte dell’amministrazione, reo secondo la maggioranza dei gestori di teatri di non aver dato loro la possibilità di dimostrare che le misure prese per garantire distanziamento e sicurezza stessero funzionando. Così, alcuni teatri hanno iniziato a riorganizzarsi per le dirette streaming mentre altri attendono notizie, sperando che, passate le feste, la situazione possa tornare sugli standard accettabili di fine estate. Il Teatro Vascello, per esempio, ha iniziato a impostare un proprio cartellone online, richiedendo la prenotazione sul sito tramite mail per alcune serate con live su zoom. Molti gli autori che hanno dato la propria disponibilità alla diretta, tra cui Antonio Rezza e Flavia Mastrella, i quali, in diretta dal palcoscenico del Vascello, proveranno a mettere in scena, a loro modo, il disagio di due artisti che non hanno più la possibilità di esprimersi. Anche il Teatro dell’Opera sta pian piano riconvertendo la propria stagione in digitale, e per tutto il mese di dicembre, dopo la prima in diretta anche sulla Rai, sta andando in scena Il Barbiere di Siviglia, per la regia di Mario Martone, regista di film come Capri Revolution e Il giovane favoloso. Dunque è ancora tutto in divenire, ma siamo sicuri che, appena si potrà, il teatro tornerà più forte di prima.

Marco Etnasi