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La morte della farfalla, l’ultimo libro di Pietro Citati

Un amore totale, morboso e terribile. La fine è il suo inizio

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Esistono amori monumentali, mitici, con i quali è impossibile fare i conti se non continuando a guardarli, rileggerli, scoprirli, scriverli ancora e ancora.

Volti che non sono mai gli stessi, corpi che cambiano, si dimenano, naturalmente seducenti. Bocche che pronunciano le parole più amabili e orribili, i segreti più selvaggi e furiosi. Nel luglio del 1918, a una festa da ballo, Zelda Sayre incontra il giovane ufficiale Francis Scott Fitzgerald. È un amore totale, morboso e terribile dall’inizio, senza misura a causa della follia di Zelda e dell’insoddisfazione patologica di Fitzgerald. Innocenze perdute, vittime sacrificali, nemici e amici per tutta la vita. Cosa può la letteratura ora? Come può Pietro Citati riuscire a rappresentare in maniera così perfetta, intelligente e appassionata due figure tanto inafferrabili e rabbiose, disordinate e perdute? Lo scrittore e critico letterario si mette in pericolo con inquadrature spericolate – siamo tutti in movimento! – che incantano ancora la nostra fantasia. Il mondo diventa più forte, abbondante di crepe, riflessioni e punti di vista. Una festa luccicante e sonora, quasi una metodica catastrofe. Francis Scott morirà per un attacco di cuore, Zelda durante un incendio nell’ospedale psichiatrico. La fine è il suo inizio, la morte della farfalla.
Pietro Citati
Adelphi 2016
Pagine 88
euro 10

Ilaria Campodonico