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Vittoria M5S: la Raggi stravince a Roma

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raggi virginia repertorio

Al ballottaggio il centro sinistra perde le periferie e il contatto con i cittadini

LA VITTORIA 5 STELLE – La vittoria di Virgina Raggi nella Capitale è stata chiara fin dai primissimi minuti dopo la chiusura dei seggi. I primi exit pool, che già vedevano la candidata penta-stellata in testa, sono stati pian piano confermati dai dati che affluivano. La Raggi porta la Capitale al M5S con il 67,2% delle preferenze; mentre Roberto Giachetti si ferma al 32,8%. “Sono pronta a governare, ora parte una nuova era – ha detto la nuova inquilina del Campidoglio – Voglio mettere un punto su tutti i toni aspri, sui vili attacchi che ho ricevuto. Si riparte da domani e mi auguro che tutte le forze politiche abbiano il buon sensi di aprire un dialogo su problemi e soluzioni, per mettere al centro i romani. Questo è l’obiettivo che mi sono prefissa”. 

LA SCONFITTA MI APPARTIENE – Passano meno di 45 minuti dalla chiusura delle urne, quando Giachetti conferma di aver telefonato a Virginia Raggi: “Ho appena chiamato Virginia Raggi e le ho fatto i miei complimenti e in bocca al lupo – prosegue Giachetti – È stata una sfida difficile, lo sapevamo dall’inizio, abbiamo superato il primo turno e provato a fare qualcosa di meglio per il ballottaggio. È un risultato chiaro, abbiamo fatto comunque qualcosa di importante. Vorrei che fosse chiaro che questa sconfitta mi appartiene, ho chiesto mani libere in tutta la campagna elettorale e le ho ottenute”.

MUNICIPI A 5 STELLE – Anche i ballottaggi nei municipi hanno confermato l’avanzata dei 5 Stelle sulla Capitale. Gli unici territori in cui il M5S non riesce a sfondare sono quelli in cui anche al primo turno il PD aveva ottenuto la maggioranza: Il Municipio Primo, con Sabrina Alfonsi che si riconferma nella city, e il Secondo dove la Del Bello vince dopo essere succeduta a Giuseppe Gerace. Nelle quattro municipalità di Roma Sud sulle quali si concentra il nostro giornale, il M5S ha sbaragliato tutti i candidati democratici. In Municipio VIII è Paolo Pace ad ottenere la presidenza, superando di circa 10mila voti la ex vice presidente Anna Rita Marocchi. L’ex minisindaco Santoro in Municipio IX è stato quasi doppiato dal candidato del M5S Dario d’Innocenti. In Municipio XI è Mario Torelli a battere il minisindaco Dem, Maurizio Veloccia. Cade anche il Municipio XII, da 23 anni amministrato dal centro sinistra. Qui è Silvia Crescimanno del M5S ad avere la meglio su Cristina Maltese, unica ad essere stata eletta al primo turno nelle elezioni del 2013.

ORA SI GOVERNI – Sul dato elettorale, sul collegamento con la situazione del Governo nazionale e sulle più che famose ‘ipotesi di complotto’ per lasciare l’intricata situazione capitolina ad una amministrazione 5 Stelle, ci sarà modo di parlare nelle prossime ore. Quello che è certo è la distanza, quasi abissale, tra il centro sinistra e le periferie della Capitale. Un PD che perde ovunque tranne che nei quartieri centrali, dovrà sicuramente riflettere sulla capacità di parlare ai cittadini delle periferie. L’idea dei democratici, che già trapela in qualche commento sui social, è quella di un ritorno nelle strade e nei quartieri: scarpe comode e camminare. Tornare a conoscere e a farsi conoscere, a capire e a farsi capire in tutti in quartieri della Capitale. Il centro destra invece ha colto in pieno l’occasione che si è presentata con il ballottaggio: fare piazza pulita, con poco sforzo e indirettamente, della presenza del PD in tutti i municipi della Capitale. L’appoggio diretto al M5S non c’è stato, anche perché non sarebbe stato apprezzato, ma le tante fotografie e commenti postati sui social network dagli esponenti del centro destra romano sono eloquenti. Per il M5S invece le vere difficoltà arrivano ora. Al conto dei voti e delle preferenze si contrapporranno i problemi della città. Il tempo da perdere è poco, tanti cittadini si aspettano risposte immediate o, quantomeno, dei segnali di cambiamento. Non si tratterà soltanto di amministrare una città come Roma, ma di farlo in fretta e seguendo tutte le condizioni assicurate dall’appartenenza al M5S.

Leonardo Mancini