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Guanti e mascherine, i nuovi rifiuti al tempo del coronavirus

Dalle norme sul conferimento della spazzatura alle segnalazioni di guanti e mascherine gettati in terra. Come si comportano i romani nell’emergenza?

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ROMA – Al netto delle polemiche degli ultimi giorni sulla raccolta dei rifiuti, sui ritardi e sulla mancanza di organico in Ama, restano chiare le difficoltà operative di quanti in queste settimane hanno a che fare direttamente con i rifiuti. Le molte assenze degli operatori richiamate anche dalla Sindaca Raggi, assieme ad alcune difficoltà nella raccolta (con accumuli che sono tornati ad attirare la fauna), sono specchio di un malessere dovuto alle condizioni di lavoro e alla sicurezza, soprattutto in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. Con l’emergenza sanitaria non si scherza, come dimostrano anche le disposizioni per il conferimento diramate già da qualche giorno dall’istituto Superiore di Sanità, valide per tutti i cittadini e per quanti sono sottoposti al regime di quarantena domiciliare obbligatoria.

PROSEGUE LA DIFFERENZIATA

Tutta la popolazione non positiva al coronavirus e non posta in quarantena, potrà continuare a differenziare i rifiuti, con alcuni accorgimenti per una specifica categoria di materiali: “Mascherine, guanti monouso e fazzoletti di carta usati – spiegano dall’ISS – devono essere gettati nei rifiuti indifferenziati che vanno sempre conferiti in due o tre sacchetti quanto più possibile resistenti posti l’uno dentro l’altro all’interno del contenitore abitualmente utilizzato. Prima di essere smaltito il sacchetto esterno va ben chiuso e dopo è necessario lavarsi le mani”.

LE NORME PER LA QUARANTENA OBBLIGATORIA

Stando alle regole emanate dall’ISS, i soggetti risultati positivi al virus o che si trovano in quarantena obbligatoria non devono differenziare le varie frazioni di rifiuto (una disposizione richiamata anche dalla Regione Lazio), ma conferire tutti i materiali utilizzando due o tre sacchetti posti uno dentro l’altro all’interno del contenitore riservato all’indifferenziato. “Nello specifico – si legge nella nota -plastica, carta, vetro, metalli, umido e indifferenziato vanno gettati tutti nello stesso contenitore assieme a fazzoletti e rotoli di carta, mascherine, guanti e teli monouso. Una volta riempiti i sacchetti vanno ben chiusi con lacci o nastro adesivo utilizzando dei guanti che poi vanno immediatamente gettati nei nuovi sacchetti predisposti per la raccolta. Effettuata questa operazione è indispensabile lavare accuratamente le mani. I sacchi con all’interno tutti i materiali indifferenziati vanno smaltiti tutti i giorni e, nel tempo in cui sono custoditi in casa, non devono essere in alcun modo accessibili agli animali domestici”.

GUANTI E MASCHERINE GETTATI IN TERRA

Nonostante le accurate disposizioni dell’istituto Superiore di Sanità, riprese anche da Regione e Comune, è triste rilevare come ad oggi molti nostri concittadini non abbiano a cuore l’ambiente, la pubblica incolumità e soprattutto la salute degli operatori ecologici. A sottolinearlo è una denuncia diramata sui social nei giorni scorsi dall’Associazione Retake Roma: “Gettare a terra guanti e mascherine monouso è un gesto sconsiderato, forse compiuto senza pensarci troppo ma che, oltre ad essere un danno per l’ambiente e per la città, costituisce un potenziale rischio per gli operatori ecologici costretti a dover maneggiare materiale potenzialmente infetto – si legge nel post dei volontari -#andràtuttobene se ognuno di noi provvede al corretto smaltimento di questi rifiuti”. Purtroppo segnalazioni di questi comportamenti non mancano, soprattutto in prossimità di luoghi come supermercati, farmacie e uffici postali, dove in questi giorni è più facile che si concentrino le attività quotidiane dei cittadini.

Leonardo Mancini